Cosa succede andando a visitare il sito We Want Furniture?
Per prima cosa scorreremo le immagini, valuteremo i mobili proposti in homepage decidendo cosa ci piace e cosa no, quale arredo starebbe meglio nella nostra casa e, sicuramente, ci accorgeremo che qualcosa ancora manca in quell’angolo o a quella parete. Leggeremo attentamente le varie sezioni del menu a sinistra dello schermo e, naturalmente, colpiti dagli incredibili prezzi ribassati, cliccheremo sull’immagine e, conseguentemente, su “buy” .
Ma qualcosa di inaspettato sconvolgerà le nostre attese e catturerà la nostra attenzione: comparirà sullo schermo un video shockante che ci mostrerà la “storia” dell’oggetto desiderato e le relative conseguenze della sua produzione: disboscamento, moria di animali, sfruttamento di lavoro minorile, danni alla salute dell’uomo e altri disastri ambientali correlati.
Continuando la navigazione e seguendo la strada virtuale suggerita dal sito, arriveremo alla schermata finale che risponderà alle nostre curiosità e perplessità dando un volto alla “società fornitrice” che, con nostra sorpresa (ma forse non troppo), si rivelerà essere il WWF che, giocando sarcasticamente con il suo acronimo: We Want Furniture, ci inviterà a fare una donazione.
Un illuminante esempio di utilizzo delle potenzialità comunicative del web e, nello specifico, del web-marketing, strumento diretto che, affiancato a idee creative, può essere declinato anche alle esigenze “non profit” di organizzazioni che mirano a sensibilizzare il pubblico su importanti tematiche ecologiche universali.
Il sito “esca” è stato recentemente messo online dall’”Agence Marcel Paris”, creatrice di questa campagna, rafforzata inoltre dall’accattivante messa in vendita degli esotici meubles su eBay e Vivastreet per rendere più facile la reperibilità del sito e l’accesso a wewantfurniture.com
Il pianeta si prende la sua rivincita: per la salute globale ogni scherzo vale.
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