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Il corpo della donna in pubblicità: la scorciatoia preferita per chi è a corto di idee

15 giugno 2011

Prefazione:

Direttamente dal Blog di Massimo Guastini, Presidente dell’Art Directors Club Italiano, si riassumono alcune riflessioni sull’utilizzo del corpo femminile in pubblicità. [...]

Riportiamo direttamente dal Blog di Massimo Guastini, Presidente dell’Art Directors Club Italiano, la sintesi di alcune interessanti e condivisibili riflessioni sull’utilizzo del corpo femminile in pubblicità:

Nessun creativo di razza vede favorevolmente l’utilizzo del corpo femminile come strumento per attirare l’attenzione. Anzi, lo consideriamo il “refugium peccatorum” degli incapaci. La ragione è semplice. Crediamo che il nostro compito sia avere grandi idee per dare valore alle marche.

Ma non c’è nulla di grande, nulla di particolarmente creativo nel piazzare un corpo mezzo nudo su un poster o in un commercial se non ha nessuna pertinenza con il prodotto. Così sono capaci tutti.

Un messaggio pubblicitario è il frutto della collaborazione tra lo staff dell’agenzia e il marketing delle aziende.

Sarebbe necessario sensibilizzare entrambe le parti sull’argomento. Ma qual’ è la posizione delle aziende sul tema?

Purtroppo la verità è che sono per lo più le aziende a credere  ancora all’equazione  “più gnocca più vendi”.

Poi, dato che non esiste solo la pubblicità, il discorso andrebbe allargato ai media in senso più ampio. Ripeto: cosa succede nell’83% del palinsesto tv che non è occupato dalla pubblicità? Non mi risulta passino dei modelli femminili particolarmente edificanti.

La pubblicità italiana è tra le più sessiste d’Europa, perché riflette una società che non brilla per le pari opportunità.”