Una strategia frequente da parte di aziende e di brand è il cosiddetto “cause marketing“, ovvero quel marketing a stampo sociale che costruisce il proprio marchio e aumenta i profitti attraverso impegni sociali e ambientali. Una sua variante può essere una partnership tra un’organizzazione no-profit e una profit (brand) che traggono vicendevolmente benefici, la prima in termini di donazioni, la seconda poiché veicola un sentiment positivo.
Il cause marketing è quindi una tipologia di micromarketing che si rivolge a un segmento ben preciso: il consumatore socialmente attento e cosciente. Una recentissima ricerca Nielsen ha cercato di identificare questa audience e di evidenziare quali sono gli impegni e le cause sociali che interessano maggiormente ai consumatori “green”?
Un identikit generale indica il consumatore cosciente come più giovane (il 63% è sotto i 40 anni), attento ai brand che rispettano l’ambiente e disposto a pagare di più per prodotti o servizi legati a cause sociali. Non solo: se l’organizzazione, brand o azienda è coinvolta in cause sociali, il consumatore sarebbe anche favorevole a lavorare o a investire su di loro.
Non tutte gli impegni sociali sono uguali per il consumatore: quelle per la sensibilizzazione ambientale sono le più sentite, seguite a ruota dalla ricerca scientifica e la battaglia contro la fame e la povertà, insieme alla raccolta dei fondi per le popolazioni colpite da calamità naturali.
Per maggiori informazioni, l’intera ricerca è consultabile qui.



